Il giorno dei perdenti
(Marco Masini - Guseppe Dati - Mario Manzani)


La sveglia si risveglia dentro me,
la radio ci riabbuffa di allegria,
una locomotiva da caffè,
bisogna fare sempre economia,
che i soldi non si trovano per strada.

Per strada dove urla la città,
dove s'invecchia e non si cresce mai,
dai muri cola la pubblicità
e quel che cerchi sempre non ce l'hai
e poi ti tocca ancora lavorare.

È un giorno come un altro
e ho voglia di andar via,
salvarmi con un salto
dalla malinconia.

È un giorno come tanti, lo so,
è un altro vuoto in me,
è polvere fra i denti,
è un bagno nel bidet.

È il giorno dei perdenti,
è un giorno che non c'è.

La gente prega in banca il suo Gesù,
ed io che non mi voglio bene, ormai
mi penso rosso e poi mi vesto blu
e mi diverto a mettermi nei guai
e già si è fatta l'ora di mangiare.

È un giorno come un altro,
un'altra malattia,
un muro troppo alto,
un occhio che ti spia.

È un giorno come un sasso, lo so,
che becca sempre me,
la vita che non posso,
è un asso contro il re.

E quanti giorni ancora e quanti sarò
un prigioniero in me,
che fossa da serpenti
l'amore che non c'è.

È il giorno dei perdenti,
è un giorno senza te!