Il niente
(Marco Masini - Giancarlo Bigazzi - Giuseppe Dati)
Mi alzo ma è meglio se torno a dormire,
mi metto a studiare ma senza capire,
col vuoto che avanza e ti stritola il viso,
un dio che ti scaccia dal suo paradiso.
Non vado neanche a cercarmi un lavoro,
a fare concorsi e poi vincono loro,
è tutto veloce violento incosciente,
ci provo a capire e mi perdo nel niente,
il niente, il niente, il niente...
Mi alzo e d'intorno è una tabula rasa
di amici di affetti e mi barrico in casa,
invece mio padre, da bravo ragazzo,
ci crede davvero a una vita del cazzo.
Ormai non parliamo e non stiamo più insieme,
ma lui ci riesce a volermi anche bene,
un bene invisibile che sembra assente,
è un uomo capace di credere al niente,
al niente, al niente, al niente...
Mi alzo davvero, una volta per tutte,
da un letto di cose già viste e già dette
e prendo il passato, il futuro, il presente,
li butto in un buco, nel buco del niente...
E incontro mia madre, che è un anno che è morta,
col solito grande sorriso dolente,
mi dice "Ti passa!", mi dice "Sopporta!",
bisogna imparare ad amare anche il niente,
il niente, il niente, il niente...
Mi alzo da questo lenzuolo di sale,
sei tu nel deserto la mia cattedrale,
e pure da tempo ben poco ci unisce
e i nostri segreti diventano angosce.
Si annaspa nel letto, ma siamo lontani,
abbiamo di tutto, ci manca il domani
e per la paura si viene e si mente,
ma il sesso da solo è l'amore del niente,
il niente, il niente, il niente...
Ci aspetta una guerra di fame e macerie,
la terra che sputa le nostre miserie
e in mezzo al rumore di feste violente
c'è sempre qualcuno che canta il niente...
Eppure c'è ancora qualcosa che vale,
la voglia di andare incontro alla gente,
la vita è un ragazzo che urla il giornale,
invece il silenzio è la voce del niente,
il niente, il niente, il niente...
Il niente, il niente, il niente, il niente!