La libertà
(Marco Masini - Giancarlo Bigazzi - Giuseppe Dati)


Tutta la mia roba su una sedia,
come si è allargato questo letto,
la tua foto che mi odia,
vivo in un disordine perfetto.

Barba di uno zingaro felice,
sopra alla montagna del bucato
non ho più camice,
sono un po’ ingrassato,
un disastro nello specchio, ma

W la libertà di pigliare la vita così come viene
e andare dove va, perché un uomo da solo si vuole più bene.
W la libertà, tanto dietro a una donna c’è sempre una mamma,
è tutto visto già e ho imparato ad usare quest’arma, la libertà.

È finito adesso un temporale,
la finestra è piena di giardini,
viene voglia di pescare,
di guardare un film da bambini.

Vedi caro amore dittatore
si continua a vivere lo stesso
e mi batte il cuore
senza il tuo permesso,
oggi e poi domani si vedrà.

W la libertà, vorrei essere più egoista di un gatto
e avere l’umiltà di accettarmi così, che nessuno è perfetto.
W la libertà, ogni giorno che passa diventa più dura
e quello che non si sa ci fa sempre paura, ma questa è la libertà.

Ed è già domenica, anche senza te,
che sei troppo libera per pensare a me.
Questo amore è l’ultimo, lo sapevo già,
e ora quanto mi manchi accidenti alla libertà...

E adesso siamo qua, è finita l’estate dei nostri peccati,
seduti in questo bar a invidiare le coccole dei fidanzati.
Cosa succederà? Finiremo in un gioco di amori incrociati
o ci si perderà e sarebbe da idioti accidenti alla libertà.

Sì, sarebbe da idioti se tutto finisse qua,
perché due innamorati ce l’hanno la libertà!